Verso la prosperità Il ruolo delle donne e degli uomini nella costruzione di una fiorente civiltà mondiale
Il contributo della Bahá'í International Community alla 61ª Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne
Sui leader del mondo grava un fardello non certo invidiabile. Devono provvedere al benessere dei cittadini, preferendoli a sé stessi, ricusando modelli obsoleti che enfatizzano gli egoismi e favoriscono squilibri di potere. Devono porsi le domande giuste e, cosa fondamentale, incominciare a rispondere. Per esempio: quali sono gli elementi del nostro sistema economico che lo rendono estremamente disfunzionale? Per quale motivo le donne sono perlopiù escluse dai processi decisionali importanti quando la loro partecipazione andrebbe a beneficio di tutti? Come possiamo arginare l'ondata di crescente disuguaglianza che mina la stabilità delle nazioni? Come possiamo investire nel benessere delle nuove generazioni, dando loro tutte le opportunità di percorrere un cammino molto più significativo e molto meno insidioso di quello che abbiamo percorso noi?
Donne e uomini sono uguali e lo sono sempre stati. Questa è una verità spirituale la cui espressione nel mondo è stata soppressa per la maggior parte della storia, anche a causa di sbilanciamenti nei sistemi e nelle strutture che hanno a lungo favorito il progresso e la partecipazione degli uomini a discapito delle donne. Nonostante l'uguaglianza tra donne e uomini sia sempre più riconosciuta, ciò non elimina automaticamente gli impedimenti che possono ostacolare la sua espressione in ogni dimensione della vita. Mentre gli Stati membri si riuniscono per consultarsi sull'emancipazione economica delle donne in un mondo del lavoro in continuo cambiamento, cogliamo questa occasione per esprimere alcune considerazioni sulla natura stessa della prosperità, dando per scontato che essa sia al contempo l'obiettivo dell'attività economica e il risultato di un progresso reale.
Donne e uomini sono uguali e lo sono sempre stati. Questa
è una verità spirituale la cui espressione nel mondo è
stata soppressa per la maggior parte della storia.
Si sono compiuti progressi significativi in termini di accesso all'istruzione e di creazione di ambienti nei quali le donne possano prosperare insieme agli uomini, ma molto resta ancora da fare. L'ingiustizia sistemica e strutturale continua a soffocare il potenziale delle donne, facendo precipitare l'umanità in una crisi dopo l'altra. Fintantoché queste disuguaglianze non saranno completamente sradicate dal tessuto della società, l'umanità rimarrà impantanata nei conflitti, nella disperazione, nella confusione e nello squilibrio che contraddistinguono ormai gran parte della vita moderna. Sebbene il cammino verso la prosperità presenti molti ostacoli, esso è anche lastricato di speranza.
Nella civiltà mondiale alla quale l'umanità aspira, le dimensioni materiali e spirituali della vita sono in armonia e gli aspetti materiali della civiltà, come il commercio e la governance, sono pervasi da principi spirituali, quali l'equità e la giustizia. Naturalmente, la potenza e il vigore di una civiltà dipendono dalla forza delle sue componenti. A questo proposito c'è molto da dire sulle qualità che regolano le relazioni tra le singole persone, le istituzioni e gli altri elementi costitutivi della società.
Gli ordini economici e geopolitici prevalenti sono contraddistinti da conflitti e aggressività a tal punto che molti si sono arresi all'idea dell’ineluttabilità di queste caratteristiche nella natura umana. Se da un lato gli esseri umani sono capaci di violenza, egoismo, codardia e competizione, dall'altro hanno ripetutamente dimostrato la loro capacità di essere gentili, di preferire gli altri a sé stessi, di compiere atti di valore con immensi costi personali e di cooperare laddove la competizione è la norma. Quanto più prevarrebbero queste nobili tendenze se i governi stanziassero risorse consistenti per nutrire
Se da un lato l'uguaglianza tra donne e uomini viene sempre più riconosciuta, dall'altro ciò non elimina automaticamente gli impedimenti che possono ostacolare la sua espressione in ogni dimensione della vita.
la natura superiore dei loro cittadini, concentrando intensi processi di apprendimento su come sviluppare e sprigionare i loro latenti poteri spirituali e morali? Inoltre, le dinamiche che oggi definiscono le relazioni di potere devono essere riformulate alla luce di una autentica comprensione dell'unità del genere umano, affinché tutte le persone abbiano l'opportunità di condurre una vita piena di significato. Cambiamenti di questa portata saranno, comprensibilmente, difficili da realizzare e richiederanno visione e sacrificio, oltre che l’impegno a lungo termine dei leader e dei cittadini del mondo.
Una civiltà mondiale fiorente si avvarrà della partecipazione di tutte le persone le cui capacità e i cui talenti andranno armonizzati con le esigenze del bene comune. Ciò sarà sempre più possibile quanto più tutti i bambini avranno accesso a un’istruzione di qualità che li aiuti a sviluppare le loro capacità intellettuali e morali. Inoltre, poiché le donne sono le prime educatrici delle nuove generazioni, sarà necessario privilegiare le loro opportunità educative in tutte le comunità. Le qualità premurose e concilianti che le donne possono apportare alla forza lavoro, anzi, a ogni ambito della vita, sono state a lungo sottovalutate e di conseguenza l'umanità ne ha sofferto. Ma siamo in grado di prevedere i frutti che matureranno allorché apparirà una vera collaborazione tra uomini e donne in ogni aspetto della vita? L'umanità può essere paragonata a un uccello con due ali, il maschio e la femmina, che ha stentato a spiccare il volo perché l'ala femminile è stata soppressa per tanto tempo. Chi può immaginare appieno le grandi altezze a cui l'umanità si eleverà quando entrambe le ali saranno coordinate e forti?
Il periodo della giovinezza è un periodo di incommensurabile importanza nella vita di ogni essere umano. È un periodo della vita dotato di possibilità speciali. È un tempo di preparazione e di azione durante il quale i giovani possono sviluppare un orientamento al servizio e un senso di
Poiché le donne sono le prime educatrici delle nuove generazioni,
sarà necessario privilegiare le loro opportunità educative in tutte le comunità.
responsabilità sociale che li accompagnerà per tutta la vita. Né l'uno né l'altro sono realizzabili senza un tipo speciale di educazione. Proprio questa può fare la differenza tra un giovanotto che rispetta le sue controparti femminili e uno che le maltratta. L'educazione a questi atteggiamenti avviene in casa, nelle scuole, nelle comunità e nella miriade di ambienti sociali in cui si svolge la vita.
La famiglia è un ambiente sociale fondamentale all'interno del quale ha luogo l'educazione formativa. A questo proposito, è necessario un serio approfondimento sull'organizzazione delle società in modo da non escludere le donne da una partecipazione significativa al lavoro, nel caso in cui decidano di dedicare un periodo specifico della loro vita all'educazione dei figli. Per contro, è importante riconoscere il ruolo importante dei padri nella vita delle loro famiglie e perciò merita particolare considerazione la loro capacità di impegnarsi in modo sostanziale in questo ambito.
È all’interno della famiglia che s’imposta in gran parte la disciplina che regola i nostri rapporti con il mondo. La tendenza a essere ingiusti o giusti, ad agire con violenza o con gentilezza, a essere disonesti o affidabili, si sviluppa solitamente all’interno delle mura domestiche. Queste abitudini vengono poi trasferite in ogni interazione sociale, diventando ostacoli o trampolini di lancio per il progresso e lacerando o realizzando il tessuto stesso della società. Per esempio, se si permette ai fratelli di spadroneggiare sulle sorelle si forma un'abitudine che verrà trasmessa dal soggiorno all'aula scolastica, al posto di lavoro e, infine, allo scenario internazionale. Al contrario, il coinvolgimento delle figlie nei processi decisionali e l’incoraggiamento dei figli maschi a prendersi cura della casa sono elementi che sviluppano il carattere. I bambini imparano che le facoltà intellettuali dei ragazzi e delle ragazze sono fondamentali, che le qualità di accudimento, per le quali le donne sono rinomate, sono altrettanto encomiabili se dimostrate dagli uomini.
Al contrario, il coinvolgimento delle figlie nei processi decisionali e l’incoraggiamento dei figli maschi a prendersi cura della casa sono elementi che sviluppano il carattere.
Per quanto riguarda i programmi educativi più formali, occorre tenere presente l’importanza di questa fase della vita. I giovani incominciano a comprendere il loro ruolo nella società in ogni aspetto della vita, compresa la vita economica delle loro comunità. Per far sì che le nuove generazioni non si limitino a lavorare all'interno di un sistema malato, ma contribuiscano gradualmente alla creazione di un sistema prospero, è necessario coltivare precocemente le capacità fondamentali.
In primo luogo, la loro educazione deve essere completa per rispondere alle loro crescenti facoltà spirituali, fisiche e intellettuali. Un principio chiave che deve essere insegnato fin dalla più tenera età è l'unità del genere umano. In questo contesto, va sottolineata l'uguaglianza tra donne e uomini. I giovani vedono le contraddizioni del mondo. Solo parole e concetti non possono cancellare tutti i messaggi, spesso nocivi, che li tempestano da ogni parte. Per questo motivo, può tornare utile all’intera comunità l'inclusione di contenuti pratici grazie ai quali ragazzi e ragazze possano lavorare fianco a fianco per identificare le sfide del loro ambiente sociale e consultarsi sui piani per affrontarle. Allo stesso modo, se vengono accompagnate da membri più esperti e fidati delle rispettive comunità per compiere atti di servizio, lasciando loro un margine di manovra per individuare i bisogni e progettare piani di sempre maggiore complessità nel corso del tempo, le nuove generazioni sono aiutate a sviluppare nuovi e sani modelli di pensiero e di azione. Fin da piccoli, i giovani impareranno che la vera leadership è caratterizzata da un servizio disinteressato, è sostenuta da ragazzi e ragazze in egual misura e si ottiene attraverso la consultazione, la cooperazione e l'impegno nelle azioni a lungo termine.
Un principio chiave che deve essere insegnato fin dalla più tenera età
è l'unità del genere umano. In questo contesto, va sottolineata l'uguaglianza tra
donne e uomini.
La Bahá'í International Community spera che i leader mondiali riflettano seriamente non solo su come l'attuale sistema economico possa ricevere un contributo più significativo dalle donne, ma anche su come le nuove generazioni possano essere aiutate a costruirne uno nuovo.